Prima udienza del caso mascherine
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Si è aperto il procedimento penale per frode nelle pubbliche forniture a carico di Florian Zerzer (ex direttore generale Asl), l’amministratore delegato della Oberalp AG Christoph Engl, il vicecoordinatore della task force Covid-19 Patrick Franzoni e il gruppo Oberalp stesso come ente giuridico. Al centro del procedimento c'è la vicenda delle mascherine cinesi importate in Alto Adige all’inizio della pandemia tramite il gruppo Oberalp, rivelatesi poi inutilizzabili. A sei anni di distanza, la vicenda getta ancora un’ombra sulla gestione dell’emergenza Covid in Provincia.
Nel corso della prima udienza di oggi (6 marzo) sono state affrontate alcune questioni preliminari. Il giudice Walter Pelino ha rigettato la richiesta, giudicata tardiva, di escludere l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e dalla Protezione Civile italiana come parti civili nel procedimento penale. “Abbiamo contestato l’indeterminatezza e la genericità del capo di imputazione”, spiega Mattia Praloran, difensore di Franzoni. Secondo l’avvocato, infatti, il reato di frode nelle pubbliche forniture dovrebbe essere commesso da parte di un privato contro la pubblica amministrazione, ma questo non sarebbe possibile per Franzoni, essendo lui dipendente pubblico. Discorso analogo per Zerzer, difeso dagli avvocati Paolo e Federico Fava, che all’epoca era direttore generale dell’azienda sanitaria dell’Alto Adige. Anche secondo Gerhard Brandstätter, difensore di Engl, il capo d’imputazione non è preciso, tanto da comportare la nullità dell’accusa.
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Queste sono solo alcune delle questioni preliminari che il giudice Pelino dovrà decidere per quello che sembra essere un lungo processo, considerando le centinaia di testimonianze richieste dalle parti. Nelle prossime udienze saranno valutate altre questioni preliminari, tra cui l’utilizzabilità di alcune intercettazioni, il cui deposito, secondo i difensori degli imputati sarebbe tardivo.
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Gli altri filoni del Maskenskandal
Nel procedimento contabile sul medesimo caso da poco concluso, la Corte dei conti ha accolto solo parzialmente la tesi della Procura regionale. Zerzer e l’allora direttore amministrativo Enrico Wegher sono stati assolti per il danno da 6,7 milioni all’erario (anche per via del c.d. “scudo erariale” una legge che limita la responsabilità per danno erariale alle sole condotte dolose. Sono state invece riconosciute la responsabilità per i test Dekar (il secondo round di test commissionati per validare i dispositivi di protezione personale) di Zerzer e Franzoni, e quest’ultimo è condannato anche per assenteismo e danno d’immagine. In sede civile invece c'è la richiesta, da parte di Oberalp all’Asl, di restituire i 30 milioni anticipati per la seconda fornitura.
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