Gli sprinter si preparano
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Il paragone sportivo che viene subito alla mente è quello con una di quelle tappe in linea del Giro o del Tour nelle quali, quando ancora al traguardo manca una robusta dose di chilometri, l’osservatore accorto si rende conto, da tanti piccoli segnali, che nel gruppo stanno maturando alleanze e strategie per definire i contorni di una volata finale che parrebbe ancora lontanissima.
Elezioni e una nuova legge
Il traguardo in questione, nel caso nostro, è quello della prossima tornata elettorale che si articolerà, tanto per far buona memoria, in una triade di appuntamenti: il primo, salvo ovviamente deragliamenti anticipati della legislatura, è quello con le elezioni politiche. Il quinquennio dovrebbe concludersi naturalmente nell’autunno del 2027. Qui i riflessi sulla situazione politica altoatesina potrebbero essere di natura molteplice. Il primo riguarda, come abbiamo già avuto modo di notare, la questione della legge elettorale. Si parla insistentemente di una riforma della normativa attuale con una possibile adozione di un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Come sempre, quando l’argomento viene in essere a poca distanza dalla nuova chiamata alle urne, il dibattito diventa immediatamente sovraeccitato e la ricerca di soluzioni condivise piuttosto complessa. Tra i problemi da risolvere, come in tutte le occasioni nelle quali, e non sono state poche negli ultimi decenni, si è messo mano alla normativa elettorale, anche quello di ricavare nel futuro sistema una finestra che consenta alle minoranze linguistiche di avere una dignitosa rappresentanza in Parlamento.
Il secondo aspetto che verrà sicuramente in discussione a Bolzano una volta risolta la questione di cui sopra, sarà quello delle candidature e in particolare di quelle proposte da quel partito, la Südtiroler Volkspartei, che dal dopoguerra in poi fa man bassa nell’accaparrarsi i seggi alla Camera come al Senato.
A questo punto però dobbiamo fare una pausa per affrontare un’altra questione che ci riporterà più tardi al tema delle candidature per le politiche.
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Quarto mandato: sì o no?
Il secondo appuntamento elettorale di grande rilievo in Alto Adige è quello per le provinciali che si svolgeranno nel tardo autunno del 2028. In primo piano ovviamente la scelta del futuro Presidente della Giunta. L’uscita di scena, da quel ruolo, di Arno Kompatscher, è un dato di fatto acquisito non solo e non tanto per una scelta politica e personale ma anche perché, non tutti lo ricordano, ad imporla c’è addirittura una legge. Vediamo:
Legge provinciale 19 settembre 2017
Disposizioni sull’elezione del Consiglio provinciale, del presidente della Provincia e sulla composizione ed elezione della Giunta provinciale )Pubblicata nel supplemento 2 del B.U. 26 settembre 2017, n. 39.
Art. 69 (Limite dei mandati per la carica di Presidente della Provincia e di Assessore)
(1) Non è immediatamente rieleggibile alla carica di presidente della Provincia, e comunque prima che siano decorsi 48 mesi, chi ha espletato tale carica consecutivamente per tre legislature o comunque ininterrottamente per 15 anni. Esclusivamente a tal fine si considera legislatura l’espletamento della carica per almeno 48 mesi.
(2) Non è immediatamente rieleggibile alla carica di assessore, e comunque prima che siano decorsi 48 mesi, chi ha espletato tale carica consecutivamente per tre legislature o comunque ininterrottamente per 15 anni. Esclusivamente a tal fine si considera legislatura l’espletamento della carica per almeno 48 mesi.
Il testo è abbastanza chiaro. Esiste un divieto espresso per il quarto mandato che riguarda sia il Presidente che gli assessori. La norma fu adottata a suo tempo senza grandi discussioni con l’espresso proposito di evitare che potessero ripetersi in futuro casi come quello di Silvius Magnago e di Luis Durnwalder la cui permanenza a Palazzo Widmann si misurava sulla distanza del quarto di secolo.
Ora a sollevare una questione giuridica di non poco rilievo sulla costituzionalità di questa norma sono stati recentemente alcuni giuristi che si sono basati sulla recentissima motivazione della sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha giudicato illegittima la legge trentina sull’apertura al terzo mandato per il Presidente Maurizio Fugatti e della quale abbiamo ampiamente riferito qui.
Quella sentenza dice in sostanza che le autonomie, anche quelle speciali, non possono derogare dai principi generali dell’ordinamento che, nella fattispecie, regolano il diritto di elettorato passivo. Principi in base ai quali quando vi sia elezione diretta di un Sindaco o di un Presidente, l’ampio corredo di poteri che a questa si collega giustifica il divieto di prolungare oltre il secondo mandato l’incarico politico.
È un fatto che la normativa nazionale sulla limitazione dei mandati non si applica ai casi in cui l’elezione avvenga in maniera indiretta come in Provincia a Bolzano. In teoria, secondo alcuni, questo potrebbe portare a giudicare incostituzionale la legge altoatesina del 2017 che un limite invece, come abbiamo visto, lo prevede.
Questione spinosa: da un lato bisogna considerare il fatto che a suo tempo nessuno, a Roma, si è sognato di impugnare la legge altoatesina come invece avvenuto per la “Lex Fugatti” e che dunque per essere sottoposta al vaglio della Consulta occorrerebbe che un’impugnazione, da parte di un soggetto avente diritto vi fosse. Dall’altro non è automatico ritenere che sia illegittimo imporre un limite anche nel caso di elezione indiretta. La via per un eventuale quarto mandato di Kompatscher (la norma riguarda come assessore anche Philpp Achammer) si presenta dunque tutt’altro che lineare, ammesso e non concesso che all’attuale presidente questo ipotetico prolungamento interessi davvero.
In caso contrario uno dei problemi politici che sputano all’orizzonte è proprio quello della futura collocazione dell’attuale Landeshauptmann. Una delle ipotesi che si fanno già ora nel mondo della politica ci riporta esattamente al punto in cui avevamo lasciato il discorso sulle candidature per le politiche del 2027.
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Arno dove vai?
Di quel sommesso agitarsi dei velocisti che si preparano allo sprint finale per la carica di capo della Provincia, fa parte a pieno titolo anche la questione sulla futura collocazione dell’attuale Presidente. Ipotizzato che Kompatscher sia troppo giovane per passare direttamente dalla scrivania di Palazzo Widmann alla schiera degli Altmandatare, le possibili destinazioni, a parte quella di un semplice ritorno al vecchio impiego, non sono poi moltissime, prima tra tutte proprio quella che lo porrebbe su uno scranno parlamentare. Solo che in questo caso le dimissioni dovrebbero precedere di un anno abbondante la fine della legislatura provinciale con la necessità, sempre in base alla legge del 2017, di nominare un nuovo Landeshauptmann e una nuova Giunta. A corollario di tutto ciò questioni di non scarsa rilevanza. A chi toccherebbe infatti, ai parlamentari uscenti della SVP, l’ingrato ruolo di chi deve lasciare il posto al nuovo arrivato? Quali conseguenze potrebbe peraltro avere questo sommovimento sulla definizione delle candidature per le provinciali? Sullo sfondo il terzo e ultimo appuntamento elettorale, quello con le europee del 2029, troppo lontane ancora perché possano entrare realmente nel gioco.
Questo, per sommi capi, il quadro che si presenta oggi all’inizio del nuovo anno e che, volendo, potrebbe essere completato dalla discussione in corso sulla proposta di elezione diretta del Presidente della Giunta che tuttavia, come hanno dimostrato al di là di ogni dubbio documentati resoconti pubblicati su Salto qui e qui, non sembra avere le caratteristiche per calare con qualche possibilità di successo nella realtà. Qualche altra modifica, di minor rilievo, alle regole elettorali è allo studio anche in Provincia, ma la campagna elettorale “lunga” una volata del Tour è già lanciata e ce ne accorgeremo con abbondanza nei prossimi mesi.
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