Bettenstopp, „niente proroga per tutti“
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Il Parteiausschuss, ovvero il “parlamentino” della SVP, ha deciso di confermare la decadenza dei letti nelle cosiddette “zone turistiche” alla scadenza del 21 settembre 2026 prevista dal Bettenstopp, senza proroga automatica di cinque anni come suggerito nelle scorse settimane dall’assessore al turismo Luis Walcher. La possibilità di mantenere le zone resterà soltanto come eccezione, su scelta del rispettivo Consiglio comunale, per quei comuni colpiti da “spopolamento” o “debolezza strutturale” presenti all’interno di una lista che deve essere definita dalla Giunta provinciale. In altre parole non deciderà ogni comune per sé, come era emerso nel Consorzio dei Comuni la scorsa settimana. Inoltre, è stata fissata una soglia massima di 150 posti letto per singola struttura. “Abbiamo in Sudtirolo dei Comuni già poveri di strutture, dove c‘è calo della popolazione, e il rischio di emigrazione. Lì si potrà decidere se si vuole o meno una proroga di quella zona turistica”, sottolinea Walcher, “negli ultimi mesi abbiamo preso decisioni in Giunta che sostengono soprattutto le aree strutturalmente deboli, come l’incentivo per i Gasthaus. Crediamo in un Sudtirolo in cui c’è vita in ogni comune e in cui il turismo sia parte della soluzione, non del problema”.
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La decisione (quasi unanime) del partito
La decisione – passata con 80 voti favorevoli, 6 contrari e due astenuti – arriva dopo settimane di tensioni e discussioni pubbliche, che la Volkspartei ha voluto riportare dentro i propri organi: “Credo che per la SVP sia necessario discutere internamente. Lo abbiamo fatto”, ha rivendicato l’Obmann della SVP Dieter Steger, spiegando anche perché sia stato convocato proprio il Parteiausschuss e non soltanto la direzione: “È importante che la responsabilità sia condivisa su molte spalle. Il Parteiausschuss è il secondo organo più importante del partito dopo l’assemblea provinciale”.
“La lista di comuni sarà definita dalla Giunta provinciale. Sarà un caso limitato a poche zone, non saranno 50 o 60 o 40 comuni, ma molti meno” – Dieter Steger
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Steger ha quindi messo in fila i punti che, per la SVP, dovranno orientare l’azione dei propri rappresentanti: “Resta la decadenza delle zone, che varrà come principio generale. I Comuni che si trovano in aree che soffrono di spopolamento o di un’altra debolezza strutturale possono decidere di mantenere le zone. E per ogni struttura il numero di posti letto non può superare i 150 posti” Nel suo intervento, Steger ha legato esplicitamente questa decisione alla necessità di intercettare un malessere che, secondo l’Obmann, si sta consolidando in ampie fasce della popolazione sudtirolese: “Bisogna anche percepire l’umore: non significa cercare una via populista, significa prendere sul serio le preoccupazioni della popolazione. Negli ultimi anni tantissimo spazio abitativo, che in realtà deve essere a disposizione di noi cittadini, è stato usato per scopi turistici. Sono problemi che in futuro dobbiamo riuscire a controllare”. Detto questo, “nel nostro Land non ci sarebbe benessere senza un turismo funzionante. Ma in certi ambiti i limiti sono già stati superati in Alto Adige. Dobbiamo far attenzione a portare la popolazione dalla parte del turismo”.
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Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, dal canto suo, ha voluto collocare la discussione dentro una continuità politica: “Oggi c‘è stata una discussione molto sobria e concreta. Vorrei ricordare che fu il presidente di quella Giunta provinciale che ha deciso la limitazione dei posti letto di cui ora discutiamo”. E ha respinto l’idea che il tema sia nato nelle ultime settimane: “L’assessore Walcher ha posto un tema che già esisteva. Non se lo è inventato”, richiamando le sollecitazioni arrivate dal territorio: “Negli ultimi mesi sindaci di singoli Comuni, ma anche rappresentanti d’interessi e così via, hanno segnalato: un momento, ci sono situazioni che possono creare difficoltà. Volete fare qualcosa?”. Per questo “servirà una valutazione caso per caso. E la possono fare al meglio i comuni, perché sul posto sanno cosa sente la popolazione”. Ma con un vincolo chiaro, per evitare che la regola diventi un “liberi tutti”: “Avevamo già detto allora che servono criteri, non che ogni comune possa decidere come vuole: perciò dove c’è molto turismo, dove c'è un forte sviluppo, lì la proroga non sarò possibile. Non guarderemo con quale lettera iniziano i comuni o se ci sono gruppi di interesse, vogliamo decidere secondo criteri oggettivi: debolezza strutturale e rischio di spopolamento, questo è il tema”.
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Ora il confronto con gli alleati
In ogni caso, anche nei Comuni “svantaggiati”, la proroga non scatta da sola, “serve un atto del comune, una misura attiva”. La SVP porterà questa linea al tavolo con i partner di coalizione, precisa il Landeshauptmann, solo con un’intesa si potrà tradurre in un delibera della giunta “e allora ci sarà certezza giuridica”. Il compromesso uscito dal Parteiausschuss – conferma della scadenza, eccezioni ristrette ai Comuni fragili, tetto a 150 letti per struttura – mira così a tenere insieme le due pressioni che hanno attraversato la Volkspartei nelle ultime settimane: da un lato la tutela di un comparto considerato “vitale” per l’economia provinciale, dall’altro la richiesta di segnali concreti su alloggi e qualità della vita. La partita, però, non è chiusa: la traduzione in delibera dipenderà dal confronto con gli alleati di Giunta e dalla definizione, nero su bianco, dei criteri che stabiliranno quali comuni potranno davvero rientrare nell’eccezione.
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