Politik | Turismo

Bettenstopp senza fine?

Tetto ai letti nel settore turistico, Walcher (SVP) spinge per una proroga di cinque anni, ma Schuler e i Verdi frenano. Il totale dei letti in Sudtirolo a quota 267mila secondo gli ultimi dati ASTAT.
Bettenstopp
Foto: Pexels: Kristin Vogt
  • A otto mesi dalla scadenza del 22 settembre, si accende in Alto Adige lo scontro sul “Bettenstopp” varato nel 2022. Migliaia di posti letto, circa dodicimila, “in zona turistica” sui rischiano di decadere se entro la data non viene presentata una comunicazione di inizio lavori. L’assessore provinciale al turismo Luis Walcher (SVP) propone una proroga di cinque anni per salvare i cosiddetti “diritti acquisiti” – con il beneplacito di HGV e Comuni – mentre il suo predecessore Arnold Schuler (SVP) si oppone con toni durissimi, parlando di credibilità della politica. Sulla stessa linea critica si schierano i Verdi, che accusano la maggioranza di voler frenare il turismo di massa “solo a parole”, ma di arretrare quando si tratta di applicare davvero i limiti.

  • L'assessore al turismo e all'agricoltura, Luis Walcher: propone una deroga ai letti aggiuntivi previsti dalla legge sul Bettenstopp. Foto: Seehauserfoto
  • Walcher giustifica la proroga richiamando le difficoltà di questi anni tra incertezza post-pandemia e condizioni economiche mutate: “Da un lato molti non hanno sfruttato la possibilità di costruire per difficoltà finanziarie; dall’altro, dopo il Covid l’incertezza era enorme: nessuno sapeva come sarebbe ripartito il turismo” dichiara l’assessore alla Rai. Walcher teme un effetto-corsa ai cantieri a ridosso della scadenza, con il rischio di “febbre edilizia” che spinga a costruire a ogni costo – in fretta e furia. L’ex assessore al turismo, ora presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler considera la regola decisa durante il suo mandato nel 2022 chiara e vincolante: se non si costruisce entro il termine, i diritti decadono, e cambiare le carte in tavola ora significa minare la fiducia nelle decisioni pubbliche: “È una questione di credibilità”. Schuler contesta anche la narrazione dell’urgenza, dato che in molti casi non si tratterebbe di ritocchi su piccole strutture ma di operazioni di peso, soprattutto nel segmento dei 4 e 5 stelle e di nuove costruzioni, i cui beneficiari avrebbero lasciato correre negli anni.

  • “Fatta la legge, trovato l’inganno”

    In un loro comunicato, i Verdi sottolineano come lo stop ai letti nasca per contenere la pressione turistica e una proroga rischia di svuotarlo di senso: “Si vorrebbe fare qualcosa contro il turismo di massa, ma poi manca il coraggio” sottolinea la co-portavoce Elide Mussner, secondo cui quei posti letto sono rimasti sulla carta per anni “probabilmente non sono così urgenti e necessari”. “Se vogliamo più qualità e meno massa per il turismo in Alto Adige/Südtirol, prima o poi dovremo iniziare da qualche parte, anche se sul momento fa male. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”, afferma Mussner. E rivendica la scelta originaria come un passaggio “coraggioso” da non indebolire adesso: “Fissare dei limiti è il primo passo chiaro contro la massa. Con il blocco dei posti letto, l’ex assessore Schuler ha adottato una misura coraggiosa e chiara in questa direzione. Non dovremmo ora indebolirla, ma attuarla con coerenza. Si tratta della nostra qualità di vita e della qualità stessa del turismo altoatesino”, concludono i Verdi.

  • 9 milioni di arrivi

    Intanto, secondo i più recenti dati dell’ASTAT pubblicati oggi, i posti letti turistici in Suidtirolo crescono in un anno di oltre settemila unità, arrivando a dicembre 2025 a un totale di 267.623 contro i 259.859 del dicembre 2024. L’Istituto provinciale di statistica comunica inoltre che nel mese di dicembre 2025 si registrano 780.665 arrivi (+6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e 2.921.272 presenze (+7,5%). La quota più consistente di presenze è rappresentata dagli ospiti dall’Italia (42,4%), seguita da quella degli ospiti provenienti dalla Germania (31,1%). Il 39,5% delle presenze si registra nella comunità comprensoriale della Val Pusteria, mentre il comune con più presenze a dicembre è Selva di Val Gardena (172.084 presenze). Alla luce di questi dati, il 2025 registra provvisoriamente 9 milioni di arrivi (+3,6% rispetto all’anno precedente) e 38,2 milioni di presenze (+2,9%).