Nuovo bando per la direzione di ASSB
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La Giunta comunale di Bolzano aprirà un nuovo bando per la direzione generale dell’Azienda Servizi Sociali (ASSB). La posizione - ricoperta fino a fine ottobre 2025 da Liliana Di Fede, che ha diretto l’azienda per sette anni - rimarrà quindi ancora vacante. L’apertura del nuovo bando avverrà in tempi brevi, precisa l’amministrazione, aggiungendo di voler individuare la persona più idonea valorizzando “anche competenze ed esperienze provenienti da contesti esterni al sistema, utili ad affrontare con visione e strumenti innovativi le nuove esigenze del settore sociale”.
La Giunta ha nominato Manuela Gotto alla vicedirezione (che potrebbe ricoprire temporaneamente anche il ruolo di direttrice), scegliendola tra i tre candidati che aveva sentito nelle scorse settimane (gli altri due erano Alexej Paoli, vicedirettore uscente, e Sabina Galletti, già vicedirettrice dell’azienda). “La scelta dell’esecutivo cittadino - fa sapere il Comune in una nota - riflette la volontà di dare un chiaro segnale di cambiamento e innovazione. Dopo una precedente esperienza professionale maturata all’interno di ASSB, Manuela Gotto proviene oggi da un percorso sviluppato in un altro ente, portando quindi uno sguardo esterno e nuove competenze organizzative”.
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Il nuovo bando
La Giunta non ha quindi scelto nessuno dei candidati alla direzione generale che aveva intervistato nelle scorse settimane dopo che erano stati selezionati da una commissione esterna: Sabina Galletti, Carlo Alberto Librera, attuale direttore della Ripartizione servizi alla Comunità Locale del Comune – con esperienza nella gestione delle case di riposo ASSB – e Stefano Santoro, attuale direttore dell’Ufficio Famiglia Donna Gioventù e Promozione sociale del Comune.
Il nuovo bando, si legge nella nota, “metterà invece al centro i temi del cambiamento, con la ricerca di ulteriori figure professionali in grado di sviluppare metodologie, sistemi e controlli innovativi, per rispondere alle sfide sociali emergenti e alle esigenze di minori, famiglie, soggetti fragili e anziani”.
“La qualità interna dell’Azienda (che conta 1.084 dipendenti e un budget annuo di 117 milioni di euro ndr) – hanno commentato il Sindaco Claudio Corrarati e l’intera Giunta – è già elevata, come dimostrano i risultati e le competenze presenti ma vogliamo garantire che ASSB continui ad essere un punto di riferimento per la città, con processi innovativi e una capacità di risposta alle sfide sociali in continua evoluzione”.
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La decisione non convince tutti
Motivazioni, quelle espresse dalla Giunta, che non convincono del tutto l’avvocato giuslavorista Luca Crisafulli, già componente della Commissione dei Sei. “La scelta di annullare un bando dopo che una procedura selettiva ha già individuato candidati idonei mi sorprende”, osserva Crisafulli. “Premetto che non conosco nel dettaglio la documentazione di gara e che un’amministrazione può sempre intervenire in autotutela quando ritenga che una procedura presenti profili di illegittimità. Tuttavia - dice l’avvocato - l’autotutela presuppone che venga chiarito quale sia il vizio che si intende rimuovere. In assenza di una motivazione esplicita, è difficile comprenderne le ragioni”.
Secondo il legale, la vicenda potrebbe avere anche risvolti sul piano giuridico. “I candidati hanno partecipato alla selezione e sono stati dichiarati idonei. Se la procedura viene interrotta senza una motivazione chiara - continua -, potrebbe configurarsi la perdita di una chance, che in alcuni casi può costituire il presupposto per una richiesta risarcitoria. Anche perché lo stesso bando, a quanto pare, è stato ritenuto valido per la selezione della vicedirezione”.
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Crisafulli richiama poi i principi che devono guidare l’azione amministrativa: “Nella pubblica amministrazione devono essere sempre garantiti trasparenza e imparzialità. Quando le ragioni di una decisione non vengono chiarite, si rischia che la procedura venga percepita come poco trasparente o orientata a favorire qualcuno. Questo, oltre a generare polemiche, spesso apre la strada a contenziosi”.
La questione rimane quindi aperta: “Un bando può certamente essere annullato nell’esercizio dell’autotutela amministrativa, quando emergano vizi di legittimità della procedura, oppure revocato per sopravvenute ragioni di interesse pubblico. Proprio per questo - conclude l’avvocato - è fondamentale che l’amministrazione renda esplicito quale sia il vizio riscontrato o quale sia la nuova ragione di interesse pubblico che giustifica il ritiro del bando”.
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Sulla stessa linea anche Stefano Fattor, consigliere comunale del Partito Democratico. “Si tratta di una cosa incredibile. Come si può ritirare un bando dopo che sono stati valutati idonei alcuni candidati, di cui uno è l’attuale dirigente reggente da sei mesi? Ma stiamo scherzando? Per quali motivi?”, si chiede Fattor. “Forse - continua il dem - non immaginano che questa scelta possa avere conseguenze sul piano amministrativo, considerando che potrebbe arrivare un ricorso, ma anche contabile, visto che un bando costa, e forse pure penale. Non hanno fornito adeguati motivi per il ritiro del bando. Il Comune non è un’azienda privata e non può essere gestito come tale”.
Una critica arriva anche da Chiara Rabini, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale. “Avevo inteso che alla Giunta spettasse scegliere all’interno della rosa dei candidati e candidata ritenuti idonei dalla commissione, non dichiararli tutti inidonei. Lasciare per ulteriori mesi l’ASSB senza una direzione stabile rischia di alimentare incertezza in un settore già sotto pressione”.
“Zero credibilità” dietro alle ragioni del Comune secondo Stefano Boragine del sindacato AGO. “Motivo ufficiale? ”Cambiamento e innovazione“. Davvero basta cambiare il direttore per innovare? La realtà - scrive Boragine in una nota - è un’altra: servizi sotto organico, carichi di lavoro insostenibili, minori, anziani e famiglie in attesa di aiuto. Cambiare poltrone non salva nessuno. Servono investimenti, più personale, supporto concreto. Finché si perde tempo a giocare con i vertici, i problemi restano. E la città paga il prezzo dell’assurdo”.
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