Politik | Bolzano

La boutade del tunnel sotto al Talvera

La Provincia approva il Piano infrastrutture: 415 milioni in opere stradali. Tunnel Monte Tondo, Alfreider apre all’analisi di tutte le varianti, ma l’ipotesi Talvera resta “molto improbabile”. Fattor attacca: “Qualcuno fermi Konder”.
Daniel Alfreider
Foto: USP/Fabio Bruccoleri
  • La Giunta provinciale di Bolzano ha dato oggi il via libera al documento pluriennale di programmazione delle opere stradali 2026-2028 della Ripartizione Infrastrutture: in tre anni sono previsti 415 milioni di euro di investimenti su interventi considerati strategici in tutto l’Alto Adige. A presentare il piano nel corso di una conferenza stampa sono stati l’assessore provinciale alle Infrastrutture Daniel Alfreider (SVP) e il direttore di Ripartizione Umberto Simone. Sullo sfondo, però, un altro tema più esclusivamente bolzanino: la variante di Monte Tondo e, in particolare, la discussa ipotesi di un tracciato sotto i prati del Talvera lanciata sulle colonne della Dolomiten dal vicesindaco di Bolzano Stefan Konder (SVP) e criticata duramente dal consigliere ed ex assessore comunale PD Stefano Fattor.

  • Il piano triennale

    “Vogliamo investire con grande attenzione nella sicurezza delle infrastrutture stradali e nella loro resilienza, per limitare ogni rischio per gli utenti della strada”, ha spiegato Alfreider, sottolineando anche l’obiettivo di “puntare con forza sulle infrastrutture ferroviarie” per offrire “un’alternativa reale all’auto” e “alleggerire il traffico nei centri abitati”. La distribuzione delle risorse prevista nel 2026 è di 231 milioni (101 dal bilancio provinciale, 44 dal Fondo di Sviluppo e Coesione, 85 dai fondi olimpici), nel 2027 115 milioni (90 dal bilancio provinciale, 25 da fondi olimpici) mentre 2028 70 milioni (interamente, per ora, dal bilancio provinciale). “Siamo riusciti a trovare fondi sia da Roma sia da Bruxelles per far partire dei progetti che erano su carta da venti o trent’anni”, rivendica Alfreider.

    La Ripartizione prevede 15 appalti tra il 2026 e i primi mesi del 2027, collegati al Fondo di Sviluppo (1) e ai fondi olimpici (2) nonché interventi di sicurezza idrogeologica (12), tra cui una galleria sulla SP24 per Fié allo Sciliar. Tra i progetti, l’eliminazione del passaggio a livello ferroviario a San Candido, il “ponte verde” sulla SS49 della Pusteria tra Chienes e San Lorenzo di Sebato, e interventi in Alta Val Venosta sulla SS40 nel comune di Curon. Il direttore Simone, durante la conferenza, ha insistito sul fatto che il triennio è un perimetro “di legge”, ma la pianificazione reale va oltre: “I fondi servono ad appaltare i lavori ma anche a prepararli per gli anni a venire”. E ha rivendicato il peso della Provincia come stazione appaltante, sostenendo che la Provincia Autonoma di Bolzano è “tra i principali committenti italiani, dopo RFI e ANAS”, elemento che – secondo il dirigente – aiuta ad attrarre investimenti sul territorio.

  • Il caso Monte Tondo

    Intanto, in un post su Facebook, Stefano Fattor attacca duramente il vicesindaco SVP Stefan Konder sull’idea di un tunnel sotto i prati del Talvera come alternativa al tunnel di Monte Tondo che passerebbe poi sotto l’Isarco. Fattor definisce l’ipotesi un progetto “vecchio di 20 anni” e sostiene che, con cambiamento climatico ed eventi estremi, sarebbe “una follia anche solo parlarne”, con “incontrollabili problemi in caso di piena del Talvera”. A margine della conferenza stampa, Alfreider ha ricordato che la proposta “da 30 anni torna a intervalli regolari” e “se la falda è un problema in centro, allora non so sotto il Talvera, che è un fiume…”. Nonostante ciò, l’assessore ha spiegato perché la Provincia non vuole escludere a priori: l’obiettivo è mettere tutte le ipotesi dentro una valutazione complessiva, con criteri comparabili (ambientali, idrogeologici, d’impatto sui quartieri, costi e tempi) per consentire anche agli stakeholder e alla cittadinanza di esprimere una valutazione informata. Non è escluso poi, in un secondo momento, la valutazione di un’uscita per il centro storico, ma in zona Piani.

  • (da sx) L’assessore provinciale Alfreider e il direttore della Ripartizione infrastrutture Simone: la Giunta provinciale ha approvato il documento pluriennale di programmazione delle opere stradali 2026-2028 della Ripartizione Infrastrutture. Nei prossimi tre anni, sono previsti in totale 415 milioni di euro in investimenti nelle infrastrutture stradali strategiche su tutto il territorio. Foto: USP/Bruccoleri
  • Più netto, il direttore di Ripartizione Simone: sul tracciato sotto il Talvera “la competenza eccede quella stradale” e quindi occorre “lasciar esprimere chi di competenza” ma detto questo resta “un’ipotesi già affrontata – ed è molto improbabile”. L’ipotesi più probabile resta perciò “la variante verso la Mila”. La galleria di Monte Tondo, ricorda poi Alfreider, è pensata “per sgravare dal trasporto pesante la città”: l’assessore fa sapere che ci sono “7 possibili tracciati da una parte e 3 portali”, arrivando a “21 combinazioni possibili” a cui, con l’ipotesi Talvera, se ne aggiungerebbe un’ulteriore, con un lavoro tecnico di comparazione già in corso su profili tecnici, geologici, idrogeologici. Resta poi aperta la possibilità di un 

    “Tutte le progettazioni hanno una fase dove si studiano le varianti con pro, contro e costi”, sottolinea Simone, e si sta lavorando per capire – anche attraverso simulazioni del traffico – le criticità delle opzioni emerse. Il problema è quanto una variante debba stare vicina o lontana dal centro storico: “Più ci si allontana dal centro e meno è sfruttata. Più è vicino a Bolzano e più si sfrutta”, ha spiegato, aggiungendo però che la scelta dipende da una visione urbanistica più ampia: “Qual è il confine della città?”. Secondo il direttore, tra le difficoltà maggiori vie è proprio l’assenza di un’idea “di base” su come la città capoluogo voglia evolvere, elemento che complica una progettazione che già di per sé ha tempi lunghi.