Umwelt | Olimpiadi 2026

Nuovo esposto per la cabinovia a Cortina

Dopo "il nulla osta che non lo era", la deputata Zanella (Avs) presenta un secondo esposto sulla cabinovia Socrepes: "Rischio frane, valutare il sequestro del cantiere".
Cabinovia Cortina
Foto: Voci di Cortina
  • Un secondo esposto sulla cabinovia Apollonio–Socrepes ovvero attorno a uno dei cantieri più contestati di Giochi invernali Milano-Cortina 2026. Come riportato dal Gazzettino, un nuovo esposto è stato depositato alla Procura di Belluno e inoltrato ai Carabinieri di Belluno e Cortina. A firmarlo è la deputata veneziana Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra a Montecitorio, che sollecita la magistratura a verificare l’eventuale configurazione di un reato colposo di frana e la necessità di un sequestro preventivo dell’area. L'esposto integra una precedente segnalazione in Procura presentata lo scorso settembre dagli abitanti della zona e riguarda il percorso autorizzativo dell’impianto, affidato da Simico Spa – la società responsabile delle opere olimpiche – tramite procedura negoziata a un’associazione temporanea d'impresa guidata dalla Graffer Srl.

  • Il contenuto dell'esposto

    L’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) ha rilasciato inizialmente soltanto nulla osta tecnici parziali, limitati a scavi e opere civili: il nulla osta apparentemente definitivo arrivato lo scorso primo dicembre ha una miriade di prescrizioni, tra cui la necessità – ancora non soddisfatta – del documento regionale sulla compatibilità dell’opera rispetto al rischio frane. Nell’esposto si contesta inoltre che Simico avrebbe chiesto il nulla osta tecnico completo senza allegare la documentazione specifica sul pericolo di dissesti, richiesta dalla normativa ministeriale. Una mancanza che, secondo la deputata Zanella, avrebbe impedito una valutazione piena del rischio geologico.

  • La deputata veneta Luana Zanella: è esponente di Europa Verde e capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera Foto: Luana Zanella/Facebook
  • Le relazioni geologiche e geotecniche richiamate nel documento segnalano infatti instabilità del terreno di riporto presso la stazione di valle, aree sensibili lungo il Rio Lancedel nonché alcuni sostegni collocati in prossimità della colata detritica di Mortisia, ritenuta potenzialmente riattivabile e già soggetta a spostamenti misurati nel tempo.

    Il nuovo esposto richiama inoltre quanto già denunciato in autunno, ovvero deformazioni del terreno, fratture estese e rischi per lavoratori e residenti. Zanella chiede alla Procura di accertare se vi siano gli estremi di un reato colposo e se non sia necessario intervenire con misure cautelative per evitare un aggravamento della situazione. L’eventuale apertura di un’indagine getterebbe un’ulteriore ombra su una delle opere delle Olimpiadi 2026 già coinvolta in ritardi e verifiche tecniche prolungate.