Donald Trump
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Politik | Catchword

Anticorpi d'America

La democrazia americana ha gli anticorpi per resistere alla crisi attuale? Non abbastanza, perché la costituzione è obsoleta e irriformabile, e lascia spazi per torsioni autoritarie.
  • Catchword è una rubrica di parole per guardare dietro (o sotto) alle parole. Ogni due settimane Francesco Palermo parte da una parola chiave (catchword, appunto) per spiegare in modo conciso il concetto (o l’inganno) che le sta dietro. Da leggere o da ascoltare in formato podcast.

  • Dunque l’America di Trump scivola verso l’autocrazia. Anzi ci è già dentro fino al collo. Alcuni ne sono contenti, altri negano, molti sono preoccupati. Tra questi, c'è chi è pessimista e chi invece sostiene che la democrazia statunitense ha gli anticorpi per reagire ad abusi di potere. Per chi confonde la democrazia con le elezioni e dimentica tutto il resto, a partire dalle regole con cui si vota (che non sono mai neutre), il principale anticorpo sarebbe il voto. E a novembre ci saranno le elezioni di medio termine, in cui si rinnova la Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. Altri evocano i famosi checks and balances, i pesi e contrappesi di un sistema costituzionale nato per garantire la libertà. È vero, e lo si deve sperare. Ma ci sono elementi di natura istituzionale che non incoraggiano l’ottimismo.

    La separazione dei poteri è quella disegnata dalla costituzione quasi 250 anni fa: una tecnologia straordinariamente avanzata per l’epoca, ma figlia di élites bianche, maschili, proprietarie terriere – e al sud anche di schiavi. La costituzione serviva soprattutto a tenere insieme le ex colonie, a bilanciare i poteri degli stati e a limitare il potere federale. 
     

    Il Presidente era il garante di quel patto, eletto dagli stati e non certo pensato come il centro della vita politica nazionale.


    Oggi gli strateghi del movimento MAGA si muovono abilmente nelle numerose zone d’ombra della costituzione per sostenere che il potere esecutivo può fare quasi tutto, specialmente invocando emergenze definite unilateralmente: commercio, immigrazione, sicurezza, interessi nazionali. E non è difficile trovare lacune in una costituzione coeva della macchina a vapore e del telegrafo. Grandi invenzioni, come lo è stata quella Carta. Ma oggi useremmo ancora quelle tecnologie?


    Resta il potere giudiziario. Ma anche qui gli anticorpi appaiono indeboliti. Le nomine sono politiche e da decenni la Corte suprema è sempre più politicizzata. 

     

    Oggi una solida maggioranza conservatrice (6 a 3) domina il collegio, e tre di quei sei giudici sono apertamente trumpiani. A giorni la Corte è chiamata a decidere sul potere presidenziale di imporre dazi, formalmente attribuito al Congresso, ma rivendicato da Trump in base alla legge sull’emergenza economica internazionale. La decisione doveva arrivare prima, ma è stata rinviata, facendo intravedere qualche scrupolo, qualche mal di pancia giuridico. Forse l’ultimo test per misurare la tenuta degli anticorpi.

    C’è anche chi spera che la crisi produca un effetto salutare, aprendo la strada a un ammodernamento dell’architettura costituzionale. Ma la costituzione statunitense è, nei fatti, quasi irriformabile: servirebbero maggioranze oggi impensabili. Per cambiarla davvero bisognerebbe abbatterla e ricostruirla. Una rischiosissima demo-ricostruzione. La demolizione è iniziata; sulla ricostruzione, per ora, si vedono pochi ingegneri del diritto e molti speculatori della politica.

    Non è certo solo un problema statunitense. In tempi di ondate influenzali gli anticorpi sono sotto pressione ovunque. Ma altrove, almeno, ci sono medicine migliori.

  • All'episodio in forma podcast


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