Non facciamoci (più) intimidire
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Sembra anche a voi che dal 31 dicembre non siano passati venti giorni ma venti mesi, o forse vent’anni? Ed è davvero trascorso solo un anno dal 20 gennaio 2025 quando, giurando sulla Costituzione, Donald Trump diceva di essere stato salvato dall’attentato da Dio per rendere di nuovo grande l’America? In quel discorso annunciava, una dopo l’altra, tutte le cose che poi, puntualmente, avrebbe messo in atto: deportazioni di massa, dazi, vendette contro i nemici interni ed esterni.
“Per capire cosa sta facendo Trump nel mondo bisogna liberarsi dall’idea che tutto questo abbia a che fare con il servire l’America.”
Quel giorno forse si poteva ancora pensare: stiamo a vedere. Ma nel corso di quest’anno ognuno di noi ha avuto sicuramente il suo momento di chiarezza: non ci sono limiti all’egocentrismo, alla meschinità e alla crudeltà del presidente. Dall’umiliazione di Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca ai recenti deliranti capricci per l’ossessione con il premio Nobel, dai video della Casa Bianca sul trattamento delle persone sottoposte a deportazione alla difesa dell’uccisione di una donna disarmata a Minneapolis, la scelta del momento “qui non c’è più niente di normale” è ormai talmente ampia da non lasciare scampo neppure, si spera, ai MAGA della prima ora, soprattutto a quelli nostrani. Che ora devono scegliere: o con Trump o con l’Europa. Perché come ha scritto l’economista Paul Krugman (che un Nobel ce l’ha) “per capire cosa sta facendo Trump nel mondo bisogna liberarsi dall’idea che tutto questo abbia a che fare con il servire l’America. Si tratta esclusivamente di glorificare se stesso e di arricchire la sua cerchia”.
La Groenlandia? La voglio perché non mi avete dato un Nobel. E perché, en passant, distrugge la NATO e l’Europa e forse fa anche un bel favore agli amici tecno-libertari che lo adulano e lo finanziano.
Ad esempio a Peter Thiel, diventato miliardario fondando PayPal insieme a Elon Musk, che ora sogna la creazione di città-stato digitali, oliate da criptovalute e liberate da ogni vincolo burocratico - tanto la democrazia non serve più. Ha investito in Praxis, un fondo dedicato alla loro pianificazione e costruzione per “restaurare la civiltà occidentale e perseguire il nostro destino tra le stelle”.
Un’inchiesta di Reuters dello scorso aprile spiegava come Thiel, Musk e altri membri della cosiddetta PayPal Mafia avessero individuato proprio nella Groenlandia il luogo ideale per una città del genere: intelligenza artificiale, veicoli autonomi, lanci spaziali, mini reattori nucleari. Con il beneficio aggiuntivo che raffreddare enormi data center è più facile e meno costoso lì che negli Stati Uniti, dove queste infrastrutture incontrano ora opposizione ovunque vengano pianificate , come ha raccontato recentemente il New York Times. L’attuale ambasciatore americano in Danimarca è Ken Howery, anche lui membro della cosiddetta PayPal Mafia, il ristretto gruppo di fondatori e dipendenti della prima ora del sistema di pagamento. Tech bros che sono dietro alle sanzioni che, poco prima di Natale, gli Stati Uniti hanno annunciato contro cinque personalità europee colpevoli di essersi opposte al loro strapotere. Tra loro c’è anche l’ex Commissario europeo Thierry Breton, principale artefice del Digital Services Act, una delle principali armi europee per la regolamentazione del settore tecnologico.
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Ma chissà, forse Trump ci offrirà qualche altra spiegazione stralunata sulla Groenlandia domani, quando parlerà al Forum di Davos. Quello che ci servirà non sarà l’ennesimo tentativo di lettura delle intenzioni del presidente ma un po’ di schiena dritta dai potenti che lo staranno ad ascoltare, a cominciare da quelli europei.
Come quella dimostrata dal presidente della banca centrale americana, Jerome Powell, che, dopo aver sopportato in silenzio accuse e insulti di Trump, ha risposto all’apertura di un’inchiesta sul suo operato descrivendo semplicemente quello che stava avvenendo: l’inchiesta è un pretesto. Qui, ha detto in un messaggio video tanto forte quanto inusuale, “è in gioco la capacità della Federal Reserve di continuare a fissare i tassi di interesse sulla base di dati concreti e condizioni economiche, oppure se la politica monetaria sarà invece influenzata da pressioni politiche o intimidazioni”.
L'inflazione resta agli stessi livelli di quando è stato eletto.
Perché, di tutte le promesse fatte quel 20 gennaio 2025, quella più lontana dall’essere realizzata è la sconfitta dell’inflazione, che resta agli stessi livelli di quando è stato eletto. È da qui che nascono gli attacchi a Powell. Trump aveva infatti dichiarato che avrebbe usato subito “i vasti poteri del governo per sconfiggere l’inflazione e far scendere i prezzi”.
Vasti poteri che hanno fallito nella battaglia dell'economia, che non risponde ai manganelli, ma che nelle sue mani servono per rapire dittatori, terrorizzare immigrati e città a guida democratica, imporre dazi per ripicca, minacciare la Groenlandia, umiliare gli alleati e perfino farsi regalare un Nobel di carta. Per distruggere e intimidire. La democrazia americana sta dando segni preoccupanti sulla presenza - o forse assenza di anticorpi, dice il costituzionalista Francesco Palermo. Mentre consideriamo la straordinaria eventualità di una aggressione americana all'Europa, scopriremo presto se noi abbiamo gli anticorpi e e riusciremo a rinforzarli per non farci intimidire.
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