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„...il freddo fa benissimo!“

Per dare risposta alla nostra curiosità sull'uso di uno strumento di ghiaccio e della musica che produce abbiamo parlato prima del concerto con Giovanni Sollima.
Sollima, violoncello di ghiaccio
Foto: Pino Ninfa
  • SALTO: Maestro, il titolo della sua composizione è “N-ICE cello – concerto per violoncello e orchestra da camera”. Il titolo gioca con la lingua inglese?

    Giovanni Sollima: Si, è un gioco innocuo. NICE come grazioso, gentile, bello.

    Sul frontespizio della partitura c'è scritto “Versione 2025”. Quale è stata la prima?

    La prima versione orchestrale è del 2021. È stata la rielaborazione dei temi che avevo composto per il documentario a firma di Corrado Bungaro che narra il folle viaggio dalle Alpi al Mediterraneo del violoncello di ghiaccio di Tim Linhart. Per la versione del 2025 in sostanza, rispetto a quella del 2021, ho aggiunto due strumenti a fiato.

    Il violoncello di ghiaccio che lei userà a Bolzano è stato realizzato con l’acqua del ghiacciaio della Val Senales. A costruirlo ancora Tim Linhart? 

    Si, anche per il concerto a Bolzano sarà Tim a costruire il violoncello. Come per il violoncello tradizionale, Tim costruirà le fasce, la cassa, il riccio e tutte le parti necessarie per poi assemblarle. Ci conosciamo da tempo, era il 2018 quando mi propose il suo progetto di un violoncello di ghiaccio. Tim vive in Lapponia, ha un suo particolare rapporto con la natura. Questo per Trento e Bolzano contiene anche acqua frizzante, per Tim è un progetto in continua evoluzione.

    Lei suonerà all’interno di una suggestiva bolla trasparente, anch’essa ideata da Tim Limhart. Che temperatura vi è nella bolla? 

    La temperatura all’interno della bolla oscilla tra i -4 e i -12. A mio avviso -7 è ideale, per suonare e per la tenuta dello strumento.

     

    “Il violoncello di ghiaccio per molti è stato occasione per ripensare a cosa sia concretamente il climate change, ha innescato riflessioni sul clima, e pure sul tema delle migrazioni.”

     

    Non teme per le sue mani, le sue articolazioni, la sua salute?

    No, il freddo fa benissimo! Ho imparato da Tim, e anche dal mio San Bernardo di 95 chili, ad amare il freddo. Ora riesco a fare il bagno anche nell’acqua veramente gelida.

    Il violoncello di ghiaccio viene amplificato, vi sono dei processori a modificare il suono?

    Quello che sentirete è il suono “naturale” dello strumento, viene un poco amplificato, ma non processato. Un riferimento acustico può essere quello delle antiche viole da gamba. Ha una lunga risonanza, un grande “fascino arcaico”.

    Nel comunicato stampa della Fondazione Haydn si legge che il concerto è “Un evento imperdibile che coniuga la potenza della musica e dell’arte al delicato tema dell’ecologia”. Le chiediamo un suo pensiero a riguardo.

    Riguardo il dispendio energetico legato alla costruzione e mantenimento dello strumento non ho dati precisi. Consideriamo che lo strumento è fatto d’acqua. Per conservarlo credo i costi siano paragonabili a quelli di un comune frigorifero. Lo strumento del 2021, al conclusione della tournée, è stato riconsegnato alle acque del mare, a Palermo. Il violoncello di ghiaccio, che è una sorta di “alieno”, per molti è stato occasione per ripensare a cosa sia concretamente il climate change, ha innescato riflessioni sul clima, e pure sul tema delle migrazioni. 

  • Leggete la recensione del concerto molto particolare dell’Orchestra Haydn.