Kultur | Haydn

So n-ice!

La Haydn omaggia la fiamma olimpica con un concerto molto particolare del violoncellista Giovanni Sollima. Il ricordo della serata bolzanina.
Cello ghiacciato
Foto: Luca Guadagnini
  • Sala gremita ieri sera, 27 gennaio, a Bolzano per N-Ice – concerto per violoncello di ghiaccio e orchestra da camera“ di Giovanni Sollima e la Sinfonia ”Jupiter“ di Mozart. La serata, presentata come ”Un evento imperdibile che coniuga la potenza della musica e dell’arte al delicato tema dell’ecologia“, era iniziata per gli invitati con un ricco buffet, mentre sul palco spiccava già la bolla trasparente all’interno della quale il celebre virtuoso avrebbe suonato (qui l’intervista che ci ha rilasciato poco prima del concerto).

    L’inizio della recente tradizione degli strumenti di ghiaccio è attribuita a Terje Isungset, musicista norvegese. A partire dal 1999 con motoseghe, coltelli e scalpelli, Terje Isungset ha realizzato campanacci, trombecarillons e xilofoni, ma anche oggetti più complessi come violoncelli, chitarre e arpe. Terje Isungset, finita l’esibizione, lascia che gli strumenti si sciolgano.

    Alla Waltherhaus i primi suoni sono stati dei violini, acuti, tenuti, freddi, ad accompagnare l’ingresso nella bolla del virtuoso. Poi sono apparsi i primi frammenti melodici, e infine il canto del violoncello. La musica di Sollima è ricca degli stilemi delle tradizioni popolari propri di tante diverse culture, una musica inaudita eppure accogliente, propositiva, accessibile, emozionante. Il suono del violoncello di ghiaccio con l’arco di Sollima è sorprendente. Con il suo energico virtuosismo ha offerto momenti di ancestrale lirismo e nell’uso di suoni armonici ci ha fatto immaginare il richiamo struggente di imponenti creature marine. Applausi calorosi, prolungati, hanno salutato il solista acclamato nelle più rinomate sale da concerto del mondo, e gli orchestrali.

    Sospesa la parte musicale, è stata la volta di Andrè Comploi, direttore artistico ”ad interim" della Haydn, che nelle tre lingue della regione ha ricordato le motivazioni dell’evento, e introdotto in inglese Tim Linhart, il liutaio. Fisico massiccio, sguardo tranquillo e ironico, ha raccontato della sua creazione, dell’acqua minerale che per la prima volta ha introdotto nella costruzione per alcune parti del violoncello. A seguire le parole del Sindaco Claudio Corrarati e del Presidente Arno Kompatscher. Ricordiamo quelle di Kompatscher, quando con misura e partecipazione ha rammentato che nell’arco della giornata, il 27 gennaio, giornata della Memoria 2026, siamo stati chiamati a ricordare l’abisso degli orrori di cui l’uomo è capace, e, al contempo, abbiamo avuto l’occasione di ammirare la bellezza che può creare.

    Con un fuoriprogramma, una rielaborazione di un canto popolare, Giovanni Sollima, questa volta con il suo violoncello di legno, ha preso commiato dal pubblico.

  • E dopo aver rotto il ghiaccio...

    La seconda parte della serata è stata dedicata alla musica mozartiana, alla celebre “Jupiter”. A condurre l’orchestra dalla postazione di primo violino era Marco Mandolini, spalla della Haydn, qui anche Maestro concertatore. Non vi era direttore. Una situazione oggi rara, ma propria dei tempi di Mozart, quando a condurre gli ensemble, a “concertare”, era il primo violino, oppure, se presente, il cembalista. I primi applausi sono arrivati alla conclusione del primo movimento. E' un evento inusuale oggi ai concerti di classica, segno che in sala per alcuni si trattava della prima occasione. L’auspicio è che sia rimasto loro un bel ricordo, tale da indurre a frequentare le sale da concerto, a partecipare a questa espressione della cultura. L’acustica alla “Waltherhaus” non ha favorito e valorizzato l’impegno degli orchestrali. Comunque alla conclusione del programma l’omaggio del pubblico è stato caloroso, i battimani sono stati rivolti a Marco Mandolini, che li ha condivisi con l’orchestra tutta.

    Per chi fosse curioso degli strumenti di ghiaccio segnaliamo che in Val di Sole ha luogo anche quest’anno il festival “Paradice Music”. Si svolge nel “Paradice Dome”, un teatro di ghiaccio con circa 200 posti a sedere. Gli strumenti sono realizzati da Lino Mosconi, Giorgio Tomaselli e Matteo Aielli. Il calendario va da gennaio ad aprile, con concerti al giovedì e al sabato. 

  • Leggete anche l’intervista che ci ha rilasciato il violoncellista Giovanni Sollima poco prima del concerto.