Gesellschaft | La salute del paese

Rapporto Istat 2014: l’Italia piange

Italiani sempre più vecchi e i giovani non lavorano o emigrano. Il rapporto annuale sul paese segnala un nuovo record negativo per le nascite e l’emigrazione dei giovani. Resta molto alto il divario nella distribuzione del reddito.

Nascite al minimo storico, 6,3 milioni di disoccupati, mentre l’emigrazione è in crescita soprattutto per i giovani
Nella società italiana è anche in corso una progressiva trasformazione della famiglia media, in cui si fa sempre più strada la figura della madre come unica fonte di sostentamento

Il rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del paese Italia, giunto alle sua ventiduesima edizione e pubblicato oggi mercoledì 28 maggio 2014, presenta molte ombre e solo qualche spiraglio di luce. Nonostante il suo obiettivo dichiarato non solo di “illustrare sì gli effetti economici e sociali della crisi”, ma anche di “guardare alle potenzialità del paese mettendo a fuoco le sfide più rilevanti che lo attendono”
L’intero volume è consultabile/scaricabile qui nella versione pdf .

Nell’analisi generale che accompagna il rapporto, si evidenzia il fatto che l’Italia continua ad essere uno dei paesi europei dove è maggiore il divario nella distribuzione del reddito
I segnali di ripresa dopo la crisi? Deboli, perché tra il 2012 e il 2013 solo 1 milione di famiglie è riuscito ad uscire dalla fascia di ‘grave deprivazione’, nella quale però rimangono più di 7 milioni di nuclei famigliari
Cos’è questo, se non un declino inarrestabile?

A fotografare il nostro paese ci sono poi i numeri.
Eccone solo alcuni esempi.
Nel 2013 in Italia ci sono state 12 mila nascite in meno rispetto al minimo storico del 1995
Nel 2012 gli emigrati sono stati 68mila, il 36% in più che nel 2011.
Negli ultimi 5 anni dall’Italia se ne sono andati quasi 100mila giovani e dall’inizio della crisi il numero dei disoccupati è raddoppiato.

Ulteriori dettagli su questo articolo pubblicato dal Corriere della Sera