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„La società è più avanti della politica“

I Verdi rilanciano sulla scuola plurilingue dopo il caso Villandro – e i dati del Barometro linguistico. E chiedono di approvare il loro ddl in aula a febbraio: „Non è un esperimento“.
Verdi
Foto: Verdi
  • Sono cresciuta monolingue e oggi mi vergogno quando devo parlare in italiano”: la capogruppo verde Brigitte Foppa cita questa frase, pronunciata da una madre di Villandro intervistata da SALTO, all’inizio della conferenza stampa di stamane (venerdì 30 gennaio) nella quale il gruppo consiliare dei Verdi ha chiesto di “cambiare finalmente corsosulla scuola plurilingue e di approvare il disegno di legge che, nella seduta di febbraio del Consiglio provinciale, riporterà in aula la proposta di sezioni bilingui come offerta aggiuntiva nelle scuole del Sudtirolo. “Seguiamo questo tema da vent’anni – prosegue Foppa – ora la vicenda di Villandro suscita scalpore, ma è il chiaro segnale che il desiderio della scuola plurilingue è uscito dalle città e s'è diffuso su tutto il nostro territorio. Perché mentre le campagne di marketing promuovono l’Alto Adige come una terra plurilingue, nella quotidianità vediamo ragazzi di 17 anni che si vergognano a parlare un’altra lingua”. 

  • Foto: ASTAT
  • Foppa ha insistito sul paradosso: “Una tragica costante di tutte le indagini scientifiche degli ultimi anni è la difficoltà di apprendimento delle lingue”. A pesare, secondo i dati pubblicati di recente dal Barometro linguistico 2025, non è soltanto la didattica in sé, ma il contesto sociale: una provincia “fortemente divisa” e un “sistema scolastico che non soddisfa le aspettative”. Già secondo l’indagine Kolipsi del 2017, il 57% dei ragazzi di lingua italiana e il 60% di lingua tedesca rivelavano ansia, paura e vergogna nell’affrontare l’altra lingua, ricorda Foppa, mentre “l'80% dei 17enni non ha contatto con l’altro gruppo linguistico”.

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  • Il passaggio decisivo, per i Verdi, è però il cambio di prospettiva registrato nell’opinione pubblica. Il dato richiamato più volte è quello sulla maggioranza favorevole alle scuole bilingui su base volontaria: il 60% degli intervistati dal Barometro linguistico. “Un dato incredibile”, lo ha definito Brigitte Foppa, “la società è più avanti della maggioranza politica. È scientificamente provato che serve un contesto di utilizzo di una lingua per poterla apprendere al meglio: un ambiente scolastico comune tra i gruppi linguistici potrebbe porre le basi affinché questo si crei”.

  • Esempio ladino

    Tra gli esempi portati a sostegno, la capogruppo dei Verdi ha richiamato quello ladino: “La scuola ladina è un modello tout court plurilingue” e, sempre secondo i dati del Barometro, “porta le persone ad avere un livello di seconda lingua molto più alto” e questo conferma la validità di un modello plurilingue. Nel mirino dei Verdi c'è perciò il modo in cui la politica ha gestito la discussione negli ultimi anni. Foppa ha parlato di un confronto “accartocciato” su una sequenza rigida – prima la madrelingua, poi la seconda lingua – che non corrisponde a come funziona davvero l’apprendimento, “che è basato su un’interazione”.

  • Foto: ASTAT/Verdi
  • Cosa prevede il ddl dei Verdi

    Il testo presentato dai Verdi – che punta all’approvazione del Consiglio provinciale – non modifica la struttura delle scuole di madrelingua tedesca, italiana e ladina, ma introduce sezioni bilingui attivabili su richiesta e su base volontaria. I punti chiave illustrati sono un numero minimo di iscritti (14 per la scuola dell’infanzia e 15 per gli altri gradi scolastici), insegnanti di entrambe le lingue di insegnamento, suddivisione equa tra le lingue, (con possibilità di integrare anche una terza lingua) e senza sostituire l’offerta formativa esistente.

  • Per Foppa la scuola bilingue “non è un esperimento come vuole far credere la SVP, anzi, si tratta di liberare la scuola tedesca dalla pressione delle iscrizioni dei genitori italiani. Che vogliono il meglio per i propri figli, e se il meglio è farli crescere con bambini di lingua tedesca, allora è quello” conclude la capogruppo. A detta del consigliere Zeno Oberkofler, inoltre, impedire un modello aggiuntivo significa “negare opportunità a chi non si può permettere di pagarsi i corsi di lingua, o di fare attività sportive in diverse associazioni. Nega l’opportunità a chi non cresce in una famiglia plurilingue, anziché garantire a tutti i bambini e le bambine le stesse opportunità nella vita”. Anche la collega Madeleine Rohrer riporta la discussione sul terreno della libertà di scelta educativa: “Vogliamo il meglio per i nostri figli, vero, e per questo va data la libertà su quale formazione scegliere, senza togliere niente a nessuno”.