Politik | Trentino Alto Adige

Via libera alla riforma dell'Autonomia

Dal Consiglio dei Ministri arriva l'ok alla riforma dello Statuto Trentino-Alto Adige. Il ministro Calderoli: "Uno storico primo passo avanti atteso da tempo e che finalmente è arrivato". Confermate le indiscrezioni sui 4 anni di residenza e sulle Giunte.
Kompatscher Fugatti Calderoli Stegher
Foto:  Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie
  • Dopo mesi di trattative arriva l’attesissimo okay del Consiglio dei Ministri. Sulla riforma dell'Autonomia, nella serata di oggi - mercoledì 9 aprile - da Roma è arrivata l'ufficializzazione: "C'è il via libera preliminare alla riforma dello Statuto del Trentino-Alto Adige, uno storico primo passo avanti atteso da tempo e che finalmente è arrivato. Quella di oggi è già una vittoria". A renderlo noto con soddisfazione è il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, a margine del Cdm. "Mi ero preso l'impegno con le Province Autonome di Trento e di Bolzano di portare avanti questa storica sfida, ed intendo mantenere la mia parola" ha detto il ministro. "Abbiamo previsto il ripristino degli standard di autonomia, l'aggiornamento delle competenze e la garanzia della rappresentanza dei gruppi linguistici", conclude Calderoli.

  • Arno Kompatscher e Roberto Calderoli: Foto: Davide Cordua
  • Ora che è stato approvato dal Consiglio dei ministri, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie trasmetterà il testo ai presidenti delle due Province, Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti. “Il testo del disegno di legge costituzionale contiene le misure che siamo riusciti a concordare al tavolo delle trattative dopo un duro e lungo negoziato”, afferma il presidente della Provincia Kompatscher. Il Consiglio provinciale di Bolzano, quello di Trento e il Consiglio regionale sono ora chiamati a esprimere un parere non vincolante ai sensi dell'art. 103 dello Statuto di autonomia.

    La riforma dell'Autonomia contiene disposizioni volte a ripristinare i singoli poteri legislativi che erano stati limitati dalla giurisprudenza della Corte costituzionale in seguito alla riforma costituzionale del 2001. Essa ridefinisce i limiti della legislazione. “In particolare, è stato abolito il limite delle leggi statali di riforma economica e sociale”, ha sottolineato il presidente Kompatscher. In futuro, quindi, la legislazione altoatesina non dovrà più tenerne conto. “La riforma contiene anche una disposizione che consentirà in futuro di utilizzare in modo ancora più efficace le norme di attuazione dello Statuto di autonomia per adattare e sviluppare continuamente l'Autonomia alle nuove circostanze - ha commentato ancora il Landeshauptmann - e contiene anche migliori garanzie a livello del diritto interno contro le modifiche unilaterali”.

  • Esulta Alessandro Urzì. Per il presidente della Commissione dei Sei "l’approvazione dello schema di riforma dello statuto speciale per il Trentino Alto Adige è "un fatto epocale",  in quanto "la riforma arriva con un governo di centrodestra a guida Fratelli D’Italia, mentre gli appelli dell’autonomia locale erano sempre caduti nel vuoto con la sinistra in questi ultimi vent’anni dalla riforma del 2001 che ha generato i problemi sulle competenze trasversali ". Quanto ai contenuti, confermate le indiscrezioni della settimana scorsa.
    "Il testo fa giustizia di tutto questo ripristinando livelli di competenza chiari delle province autonome di Bolzano e Trento, ma realizza anche interventi di equilibrio fra i gruppi linguistici, come richiesto da FdI, per esempio abbassando la soglia dei quattro anni di residenza per i cittadini italiani che si trasferiscano in provincia Provincia di Bolzano per poter esercitare il diritto di voto e introducendo la residenza storica per chi abbandoni la Provincia e vi rientri; così come la rimozione dell’odioso divieto per un solo consigliere di lingua italiana eletto in un comune della provincia di potere essere chiamato in giunta. Ma anche un intervento che permette una migliore rappresentatività dei gruppi linguistici al governo provinciale di Bolzano". 

    Per l’intera regione, secondo quanto riferisce Urzì, vi sarà "più chiarezza di competenze in materia di gestione della fauna selvatica e in altri ambiti sensibili come quello del commercio e della tutela dell’ambiente, coerente con la tradizione autonomistica del territorio".

    Ora, raccolti i pareri da parte dei consigli provinciali e regionale e della commissione 137, inizierà il percorso parlamentare per il quale, sostiene Urzì, "c’è l’impegno a garantire l’intero percorso entro la fine della legislatura".