Politik | Consiglio comunale

„Bolzano non merita quel raduno“

Il sindaco Corrarati si distanzia dalle affermazioni dell'assessore Caruso e condanna la manifestazione del 28 febbraio. Approvato documento dell'opposizione, ma sulla „remigrazione“ la Lega tira dritto.
Claudio Corrarati
Foto: Seehauserfoto
  • Questa è una maggioranza di estrema destra”, scandisce ad alta voce il già candidato sindaco del centrosinistra Juri Andriollo, “Caruso dovrebbe ritirare la sua firma, così come questa manifestazione andrebbe fermata ed è un problema politico se CasaPound ha eletto rappresentanti attraverso la Lega”. Si è acceso ieri sera il confronto in Consiglio comunale a Bolzano, dove le forze d’opposizione (PD, Verdi, Team K, Civica di Gennaccaro) hanno chiesto di discutere in aula le posizioni assunte pubblicamente dall’assessore comunale della Lega Marco Caruso, dopo che SALTO aveva rivelato il suo appoggio alla proposta di legge “Remigrazione e Riconquista” – nonché la vicinanza a CasaPound e il sostegno di vari esponenti leghisti al movimento “pro-remigrazione” che ha annunciato per il 28 una manifestazione nazionale a Bolzano

  • Juri Andriollo e, alle sue spalle, Elisabeth Ribeiro da Silva Tutzer Foto: Seehauserfoto
  • Nell’attesa che a prendere la parola fossero l’assessore Caruso e soprattutto il sindaco Claudio Corrarati, per un’ora si sono susseguite le dure prese di posizione dell’opposizione, rivolte ai banchi di SVP e maggioranza, silenti sotto gli attacchi degli esponenti del centrosinistra. Solo a metà dibattito Elisabeth Ribeiro da Silva Tutzer (SVP) ha ribadito pressoché alla lettera quanto comunicato nel pomeriggio dal suo partito riguardo ai valori “non trattabili” sullo stato di diritto.

  • Le proteste del centrosinistra

    Per il consigliere comunale Diego Laratta (PD) “Caruso rappresenta la sua Giunta, chi l’ha votato ma anche chi non l’ha votato”. “Secondo un dirigente di CasaPound, con cui a quanto pare va d’accordo, l’antifascismo è la mafia, ma per me da persona omosessuale con nazismo e fascismo la vita smette di esistere. Questa terra ha conosciuto l’esclusione, chi era dentro e chi fuori, la minoranza di lingua tedesca se lo ricorda bene”, ha sottolineato Laratta. “Oggi è una delle giornate più tristi in questo Consiglio, il sindaco avrebbe preferito non essere qui” aggiunge Stefano Fattor (PD), “scopriamo un assessore che non solo è contiguo a CasaPound, ma promuove la remigrazione, in continuità politica con Roberto Vannacci, esponente di spicco della destra italiana. La maggioranza è ostaggio una volta della SVP, una volta della Lega, gli stessi che vi dicevano fuori dalle palle”.

  • (da sx) Matthias Cologna, Stefano Fattor, Thomas Brancaglion, Giuliana Dragogna. Foto: Seehauserfoto
  • Farò questo discorso in tedesco”, esordisce Matthias Cologna (Team K) “perché forse non si è consapevoli di dove arriva questa parola, entrata nel lessico della AfD, dei Freiheitliche austriaci e degli Identitari, nella direzione dell'Ahnenpass, il passaporto genealogico. Ci potete raccontare quello che volete, ma nulla c’entra questa parola con la regolarizzazione. Noi sudtirolesi sappiamo cosa vuol dire remigrare, sappiamo cosa significa appartenere o non, emigrare nel Reich tedesco” ricorda Cologna alludendo alle Opzioni, perciò “Caruso ha sottovalutato la parola”. “È un disegno di legge fascista – sentenzia il collega di partito Thomas Brancaglion – lavoriamo piuttosto per più sicurezza qui”. Per Luca Di Biasio (La Sinistra) “se la SVP paragona remigrazione a deportazione, allora voi stare lavorando con persone che sono per la deportazione. Questa consapevolezza l’avete? Se dite una cosa e ne fate un’altra, non serve a nulla”, domanda alla Volkspartei.

  • (da sx) Chiara Rabini, Rudi Benedikter, Monica Franch, Cornelia Brugger, Luca Di Biasio. Foto: Seehauserfoto
  • Per il verde Rudi Benedikter “questo è il terzo scandalo, dopo Salvadori e Vettori, ora Caruso. Non è accettabile chi in queste funzioni diffonde odio razzista e colpisce i valori della nostra città e le basi statutarie della nostra provincia”. Dello stesso avviso Chiara Rabini (Verdi): “La nostra città fa un passo indietro, alla fine del mese della memoria. È la pagina più buia degli ultimi dieci anni, un tentativo di spostare il confine del lecito democratico: Bolzano non può diventare laboratorio di idee non democratiche. Perciò chiediamo una presa di distanza da parte della nostra Giunta”. “Qual è il livello culturale di questa Giunta?”, domanda Abdallah Ab Chniuoli (Civica di Gennaccaro), “con termini identitari di sterminio industriale e cancellazione identitaria, per di più in una terra che ha conosciuto l'italianizzazione. Non è accettabile, con un sindaco che dovrebbe rappresentare un’area popolare e borghese”.

  • La Lega non molla

    Prima che a replicare fosse il sindaco, è intervenuto lo stesso assessore Marco Caruso. Senza indietreggiare di un millimetro: “Ecco, un’altra strumentalizzazione in cui siete bravi. Un giornale (SALTO, ndr) c’ha ricamato sopra una storia che non sta né in cielo né in terra, ho parlato come referente locale della Lega – si difende Caruso – e non come assessore. Non ho mai sponsorizzato la manifestazione, non ho raccolto firme, non sono promotore di alcun disegno di legge, non ho mai messo un like, non devo prendere le distanze da una cosa in cui non c’entro”, sostiene Caruso, che però al contempo rilancia: “Dove sono queste parole discriminatorie? Potrà mai essere accettato un disegno di legge dal Ministero della Giustizia e sottoscriverlo online? Questo ho fatto, lo ammetto perché non mi nascondo. Fate pure gli spioni di Facebook, allora lo faccio anch’io” e mostra sul tablet la foto d’un amico sui social della consigliere verde Rabini.

     

    Non devo prendere le distanze da una cosa in cui non c’entro.

     

    “Sono solo firmatario, ho firmato come libero cittadino, non ho rappresentato questa Giunta con la mia firma. Se voi aveste letto cosa c‘è scritto dentro… andatevelo a leggere, non c’è scritto da nessuna parte ciò che dite. Comunque io non parteciperò a nessuna manifestazione, non ci sarei andato, partecipo solo a quelle del mio partito, e sponsorizzo solo cose della Lega e non di altri”, conclude l’assessore comunale all’ambiente.

  • (da sx) Roberto Selle e Marco Caruso Foto: Lega/Facebook
  • Sulla stessa lunghezza d’onda il collega leghista Roberto Selle: “Esprimo sorpresa e rammarico per il comunicato dei Verdi, non dobbiamo giustificare se andiamo a bere un caffè con altri cittadini (riferendosi ai militanti di CasaPound, ndr). E non parliamo di una partecipazione ufficiale del partito della Lega”. In ogni caso “dovrebbero spiegare quali parti siano incostituzionali della proposta Riconquista e Remigrazione, il maggiore controllo dei flussi migratori? Chi rispetta le regole? Chi delinque non piò pretendere di restare impunito? Questi principi non hanno nulla di estremista, ma rappresentano la base della convivenza civile”, afferma Selle.

     

    Non dobbiamo giustificare se andiamo a bere un caffè con altri cittadini.

     

    Di parere diametralmente opposto la consigliera del Team K Giuliana Dragogna, che definisce la proposta di legge “filo-fascista” e puntualizza: “La sua presentazione non comporta il vaglio di costituzionalità: se presento una raccolta firme e la deposito in Cassazione, il fatto che sia pubblicata sul portale del Ministero della Giustizia non vuol dire nient’altro”.

  • Gli applausi per il sindaco

    Dopo alcuni minuti prende la parola il sindaco Claudio Corrarati: “Questa è una delle sere nelle quali sento il peso della fascia tricolore, non perché mi pesa ma perché c'è una responsabilità importante – e questi temi la meritano. Nove giorni fa indossavo questa fascia per difendere questi principi costituzionali. Mi spaventa la superficialità, e lo è anche pensare che qualcosa – anche detto semplicemente – non abbia gravi conseguenze. La città di Bolzano non merita una manifestazione come quella del 28 febbraio” afferma il sindaco tra gli applausi più dell’opposizione che della maggioranza, “non la merita non per una posizione politica, ma per i valori di questa terra. Messi in discussione da una linea di cui non dobbiamo analizzare un singolo termine, ma il modo in cui viene esposto”.

     

    Mi spaventa la superficialità, e lo è anche pensare che qualcosa – anche detto semplicemente – non abbia gravi conseguenze. 

     

    Il primo cittadino si è confrontato con l’assessore Caruso, “avremmo confronti ulteriori come ha chiesto oggi la SVP, nello spirito di condividere una cornice politica che dev’essere rimarcata ulteriormente, affinché non vi entrino elementi che possano mettere in discussione la cornice che ci siamo dati”, conclude il sindaco Corrarati. 

  • Il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati. Foto: Seehauserfoto
  • Alla fine, le opposizioni “per dare seguito alle parole del sindaco e non lasciare spazi interpretativi” presentano compatte un documento-voto con primo firmatario Matthias Cologna, secondo cui “preso atto del dibattito tenutosi in aula e delle posizioni espresse dai vari Gruppi consiliari”, il Consiglio comunale del capoluogo si esprime “a favore 1) di una ferma condanna di ogni proposta, linguaggio o iniziativa politica riconducibile alla cosiddetta ”remigrazione“, in quanto incompatibile con i principi costituzionali, con il diritto internazionale e con i valori fondanti della democrazia liberale ed europea; 2) per l’affermazione chiara e inequivocabile dell’impegno del Comune di Bolzano nella difesa della libertà personale, della dignità umana, dell’uguaglianza tra le persone e della convivenza interculturale, nonché di salvaguardare i valori costituzionali della Repubblica da derive di ispirazione filofascista e identitaria che minino la basi della convivenza interetnica; 3) di invitare la Giunta comunale a esprimere una presa di posizione pubblica e unitaria di netta distanza da ideologie, movimenti e iniziative che promuovano discriminazione, esclusione o logiche di tipo etnico o razziale”.

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  • Il centrodestra chiede una votazione per punti e, a fronte di un’approvazione favorevole unanime del Consiglio comunale per il secondo e terzo punto, sul primo punto sulla “remigrazione” (come sul voto finale del documento) si registrano ben 9 astensioni – compresa quella annunciata da Manuel Nardo di Forza Italia (“non me la sento di dichiarare la manifestazione contro i principi costituzionali e che non vada fatta, se il questore la autorizza”). Corrarati trova dunque l’appoggio del centrosinistra sui “valori fondamentali” – ma nella maggioranza di centrodestra c'è chi non ci sta