Epstein-files & Co.
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Recentemente qualcuno ha manifestato il solito benaltrismo, chiedendo sotto un k&v con tutt’altro contenuto, un commento sul malloppo di documenti pubblicati dal governo statunitense. Avrei voluto risparmiarvi l’ennesimo commento, diciamolo, un po‘ banale. Come si può essere sorpresi del fatto che tra gli uomini più potenti del mondo ci sia lo stesso spirito di conservazione di gruppo e la stessa oggettificazione, mercificazione, disumanizzazione del corpo femminile come nella maggior parte degli spogliatoi maschili? Certo, il potere (e il denaro) permettono abusi più eclatanti e il coprirsi a vicenda diventa di maggior impatto in presenza di ruoli pubblici.
“C’è tanta mascolinità tossica in tutto questo.”
Ma la dinamica è tale e quale sempre e ovunque quando si parla di solidarietà maschile in una società patriarcale. Che sia in cima alla piramide del potere (vi ricordate: uomini bianchi, cis, etero, ricchi ecc.?) o molto più in basso. Si tratta di un’alleanza atta a difendere un privilegio, quello della dominazione maschile. Qualcuno attua questa difesa per un personale tornaconto, qualcuno consapevolmente per una solidarietà di genere, qualcun altro semplicemente preferisce girarsi dall’altra parte per evitare prese di posizione. Tutti però sono conniventi.
Lo vediamo tutti i giorni anche nel nostro piccolo. Lo vediamo fra i più ricchi che comprano corpi di donne e minori e fra i poveri leoni di tastiera che condividono e sbavano su scatti rubati a donne. Fra quelli di sinistra che a un “senza consenso è stupro” lamentano la fatica di comprendere quando c‘è consenso, e quelli di destra che in fin dei conti “tra moglie e marito non mettere il dito”, persino in presenza di misure restrittive. Fra quelli che il violento è sempre e solo l’altro - quello diverso - e quelli che vorrebbero tanto che si tornasse a ruoli di genere medievali.
C’è tanta mascolinità tossica in tutto questo. Ci sarebbe da sperare che prima o poi qualcuno (sì, con la O!) si rendesse conto che un #notallmen non è sufficiente. Oltre a una presa di posizione sugli Epstein-files ci vogliono posizioni chiare e nette, espresse nella quotidianità, nel nostro vivere altoatesino, in città come in paese. Pensateci, quando solidarizzate.
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Be,confrontare pederasteria,omicidi,corrunzione,cannibalismo con discorsi da spogliatoio maschile mi sembra a dirpoco da sempliciotta,da ignorantella di provincia.Nella composizione fotografica manca, fra le altre,la foto della Maxwell(UNA DONNA),condannata a vent anni di galera, non credo per i discorsi fatti in uno spogliatoio maschile
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Per essere „patriarcale“ c’erano molte donne a facilitare tutto ciò che Epstein faceva:
Ghislaine Maxwell – Mano destra di Epstein.
Lesley Groff – „House manager“ di Epstein per oltre due decenni, gestiva la logistica e gli appuntamenti, inclusi quelli con le ragazze, che lei indirizzava verso le stanze di Epstein.
Nadia Marcinkova – Pilota di Epstein e sua assistente, accusata da alcune vittime di aver partecipato e facilitato atti sessualia.
Sarah Kellen – Gestiva i contatti con le ragazze e organizzava gli appuntamenti.
Adriana Ross – Un’altra assistente che, secondo alcune fonti, aiutava ad organizzare i cosiddetti „massaggi“ di Epstein.
Antwort auf Per essere „patriarcale“ c… von tiago
Was wollen Sie OH mit Ihrem…
Was wollen Sie OH mit Ihrem Kommentar sagen? Dass Sie Patriarchat und Persönlichkeit nicht unterscheiden können?
Die Epstein-files & Co. zeigen, dass
das Patriarchat kein über die Realität schwebender Diskurs ist, keine abstrakte Theorie, keine kulturelle Metapher. Es ist eine aktiv aufrechterhaltene Gewalt, ausgeübt von Männern. Es ist etwas, das Körpern angetan wird – jede einzelne Stunde, überall auf der Welt –, durchgesetzt mittels Zugang, Straflosigkeit und Macht.
Die Epstein Files sind…
Die Epstein Files sind weniger eine Ausnahme als das Ende einer Illusion – jener Illusion, dass ein gewaltvolles Patriarchat längst überwunden ist.