L'attesa è finita
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Il conto alla rovescia è terminato. Da oggi, venerdì 6 marzo fino a domenica 15 si svolgeranno i Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina. Tra para ice hockey e snowboard, tra neve e ghiaccio, scenderanno in campo anche gli altoatesini Christoph Depaoli, Alex Enderle, Stephan Kafmann, Julian Kasslatter, Nils Larch, Matteo Remotti Marnini della nazionale di hockey su slittino, e lo snowboarder Emanuel Perathoner.
Tra le novità più importanti della squadra azzurra c'è anche un nome di grande esperienza internazionale: Nikko Landeros. Il difensore 36enne nato a San Francisco ha infatti una carriera ricchissima alle spalle. Con gli Stati Uniti ha conquistato tre medaglie d’oro paralimpiche - Vancouver 2010, Sochi 2014 e PyeongChang 2018 - prima di scegliere di vestire la maglia dell’Italia, grazie alle origini italiane della madre.
Da questa stagione Landeros è entrato a far parte stabilmente della Nazionale e si è subito messo in evidenza ai Mondiali del Gruppo B (le seconde migliori otto al mondo) disputati ad Astana, dove l’Italia ha dominato il torneo con cinque vittorie in cinque partite, tornando tra le migliori otto al mondo del Gruppo A.
Proprio il difensore azzurro è stato premiato come miglior difensore della competizione. Queste Paralimpiadi hanno per lui un significato ancora più speciale. La madre infatti è originaria di Milano dove si svolgeranno le partite. “Questo è un aspetto molto importante, voglio dare il massimo e fare bene per lei e per tutta la mia famiglia italiana. Anche per mio nonno, che purtroppo non sarà qui, sento una carica particolare”, ha raccontato il difensore. “Già in queste mattine mi sto svegliando con la pressione delle partite: vuol dire che l’evento che stiamo per vivere vale quasi doppio per me”, ha detto
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Il calendario
Il cammino dell’Italia nel torneo paralimpico inizierà subito con sfide impegnative. Gli azzurri debutteranno sabato 7 marzo alle 17:05 contro gli Stati Uniti, tra i favoriti inisieme al Canada. Seguiranno poi la partita contro la Cina lunedì 9 marzo alle 10:05 e quella contro la Germania martedì 10 marzo, sempre alle 10:05. Tre incontri fondamentali per capire se la Nazionale potrà davvero inseguire il sogno storico di una medaglia.
Accanto al ghiaccio c'è però anche la neve di Cortina, dove l’Alto Adige spera di essere protagonista nello snowboard paralimpico con Emanuel Perathoner, già olimpionico. Perathoner sarà impegnato in due discipline diverse dello Para snowboard. La prima è lo snowboardcross, una gara altamente spettacolare in cui più atleti scendono contemporaneamente lungo un tracciato pieno di salti, curve sopraelevate e ostacoli. Le qualificazioni sono in programma il 7 marzo, mentre le finali si disputeranno il giorno successivo. La seconda disciplina è il bankedslalom, in cui gli atleti scendono uno alla volta lungo un percorso tortuoso fatto di curve paraboliche scavate nella neve. Vince chi completa il tracciato nel minor tempo possibile. In questo caso Perathoner scenderà in pista il 14 marzo, sempre a Cortina.
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La cerimonia
Le gare promettono grande spettacolo, ma l’avvicinamento alle Paralimpiadi non è stato privo di tensioni. Al centro delle discussioni c‘è la cerimonia di apertura in programma venerdì all’Arena di Verona. Secondo quanto appreso dall’Ansa, nessun atleta sfilerà come portabandiera del proprio Paese.
La decisione è stata presa dal Comitato Paralimpico Internazionale, ufficialmente per ragioni logistiche. Molti atleti infatti devono gareggiare già il giorno successivo e la distanza tra Verona e alcune sedi di gara avrebbe reso complicata la loro partecipazione. Tuttavia la scelta arriva dopo giorni di tensioni, con diverse delle 56 nazioni partecipanti che avevano già annunciato l’intenzione di non sfilare per la presenza di atleti russi e bielorussi.
Al posto degli atleti saranno quindi i volontari a portare le bandiere durante la cerimonia. A fianco della versione ufficiale ce n’è un’altra, secondo la quale la scelta è il frutto di un accordo politico-diplomatico per evitare ulteriori polemiche dovute alla presenza appunto di atleti russi e bielorussi. Questi, a differenza di quanto successo alle Olimpiadi, avrebbero dovuto sfilare con la propria divisa e la propria bandiera. non partecipando quindi in “forma neutrale”. Quello che è certo è che la decisione è arrivata dopo l’annuncio di boicottaggio della cerimonia d’apertura da parte di diverse nazioni; alcune hanno già previsto di censurare in televisione la sfilata dei russi e dei bielorussi. -
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