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Asili, la Provincia scarica sui Comuni

La Giunta tira dritto sull'aumento delle rette (fino a 550 euro all'anno in più per il tempo prolungato) e invita i Comuni a diminuire la retta mattutina. Corrarati con tono sarcastico: “Grazie della collaborazione”. Galateo: “Noi paghiamo il personale”.
Palazzo Widmann, sede della Giunta provinciale
Foto: Fabio Brucculeri - ASP
  • La Provincia tira dritto sul caro-asili. Nessun passo indietro, quindi, sull’aumento dei costi per il servizio prolungato delle scuole dell’infanzia, che equivale a 550 euro all’anno in più rispetto a prima. A poco sono servite le pressioni dei genitori dei bambini iscritti al prossimo anno (2026/2027) che, oltre ad aver inviato una lettera alla Giunta provinciale, sono scesi in piazza contro gli aumenti. Senza cancellare gli aumenti, la Provincia chiede un aiuto ai Comuni, invitandoli a tirare fuori dei soldi per non far pesare l’incremento alle famiglie.

     

    “I Comuni che non vogliono sovraccaricare le tasche delle famglie che hanno i figli alle scuole dell’infanzia possono ridurre la retta della mattina”

     
    Ad annunciarlo, a seguito della Giunta provinciale di stamattina, è il Vicepresidente della Giunta Marco Galateo. “Il testo normativo - ha affermato Galateo - dice che la Provincia indica un tetto massimo per la retta richiesta dai Comuni, e con l’approfondimento di oggi la normativa consente ai Comuni di ridurre la retta della mattina alle famiglie che chiedono il tempo prolungato. 

    I Comuni che non vogliono sovraccaricare le tasche delle famiglie che hanno i figli alle scuole dell’infanzia possono ridurre la retta della mattina. Lo spiegheremo per iscritto ai Comuni. Ricordo che è la Provincia a pagare il personale delle scuole dell’infanzia”.

    In sostanza, un Comune può fare uno sconto di 4-5 euro al giorno - ovvero i soldi previsti per il servizio prolungato - sulla tariffa mensile di 81 euro prevista per il servizio mattutino. Le tariffe degli asili (sia per il servizio mattutino che pomeridiano) vengono incassate dai Comuni, che possono però fare uno sconto sulla tariffa del mattino per coloro che usufruiscono anche del servizio pomeridiano. Per mettere in campo questa misura dovranno chiaramente stanziare delle risorse in prima persona. Un costo di cui non è detto i Comuni vogliano farsi carico.

    Insomma, la Giunta aumenta le tariffe e i Comuni sono invitati a far fronte all’aumento, se vogliono.

  • I numeri

    Se un bambino è iscritto al servizio mattutino paga al massimo 81 euro al mese. Per iscriversi al servizio pomeridiano è richiesto un contributo di 4 o 5 euro al giorno a seconda del Comune nel quale si richiede il servizio. 
    Un bambino che è iscritto al servizio mattutino e usufruisce del servizio prolungato cinque giorni a settimana costa alla famiglia 160 euro al mese (prendendo le tariffe del capoluogo. Prima erano 102 euro). Il Comune potrà ridurre il costo (pagandolo con propri fondi) di 4 euro al giorno. La famiglia arriverebbe così a pagare 80 euro.

  • Il sindaco di Bolzano: “Scaricare il problema dell'aumento delle tariffe sul Comune non è la strada giusta” Foto: Comune Bz
  • Sentito da SALTO il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati, non è contento della scelta della Provincia. “Settimana scorsa - dice Corrarati - ho scritto una lettera al Presidente e agli assessori competenti. Se la risposta che viene data oggi è questa, mi viene da dire: ‘grazie della collaborazione’”. 

    Per Corrarati questa non può essere una soluzione a misura di un Comune come quello di Bolzano. “Abbiamo 110 mila abitanti e, di conseguenza, esigenze differenti da quelle che possono avere altri Comuni del territorio. Qui - prosegue il sindaco - le famiglie hanno bisogno di avere un servizio prolungato tutto l’anno, e si tratta di dover pagare 550 euro in più”.

    Sul fatto che la richiesta di aumentare le tariffe sia arrivata proprio dal Consorzio dei Comuni, il sindaco precisa: “Non sono contro posizioni globali del consorzio dei Comuni, ma città come Bolzano, Laives e Merano hanno altre prerogative e dobbiamo capirlo con leggi e deroghe. Scaricare il problema dell’aumento delle tariffe sul Comune non è la strada giusta”, conclude Corrarati.