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La Commissione ridà le carte a Knoll

La Commissione d'inchiesta „Signa-donazioni“ decide di restituire a Sven Knoll l'informativa dell'inchiesta Romeo. Audito Franceschini, mentre Hager, Barzon e Oberhofer non accolgono l'invito.
Fraktionssprechersitzung Landtag
Foto: Seehauserfoto
  • Nel pomeriggio di oggi (27 gennaio) è tornato a riunirsi in Consiglio provinciale a Bolzano – per la prima volta nel 2026 – la Commissione d’inchiesta „Signa-donazioni“ sotto la guida del suo presidente Andreas Colli. Erano previste le audizioni del commercialista Heinz Peter Hager, nonché dei giornalisti Lorenzo Barzon, Christoph Franceschini e Artur Oberhofer. „Ne abbiamo potuta svolgere soltanto una – spiega Colli – Hager ha detto di non poter accogliere l’invito in quanto ancora coinvolto nel procedimento penale: abbiamo deciso di invitarlo di nuovo quando esso sarà concluso, mentre Barzon si è scusato dicendo di non voler intervenire“. Anche Oberhofer ha declinato l’invito. La commissione ha poi votato a maggioranza per rinvitare anche l’assessore provinciale Philipp Achammer.

    All’audizione si è invece presentato Christoph Franceschini, secondo cui, spiega Colli, „la vicenda delle donazioni per la campagna elettorale sarebbe stata montata ad arte da poteri che volevano danneggiare il presidente Arno Kompatscher“. Con questa chiave di lettura, sempre secondo il giornalista, andrebbe letta anche l’inchiesta Romeo della Procura di Trento. L’audizione di Franceschini è durata un paio d’ore: per Colli „è stata molto esauriente, a oggi la più interessante“.

  • Le carte di Sven

    La seduta dello scorso 21 ottobre della Commissione – incaricata di far luce sui rapporti tra il gruppo SIGNA, Heinz Peter Hager, la politica locale e le donazioni alla SVP – era stata segnata da un vero e proprio stallo. Il presidente Andreas Colli aveva messo all’ordine del giorno la restituzione dell’informativa dell’indagine „Romeo“, consegnata a luglio da Sven Knoll. La Procura di Trento aveva comunicato che l’utilizzo di quei documenti avrebbe violato l’art. 329 del Codice penale, imponendo l’obbligo di segretezza: la Commissione non poteva dunque acquisirli. Quando Colli aveva proposto la restituzione, però, Knoll aveva rifiutato di riprendersi il materiale, generando una paralisi definita dall’opposizione „peinlich“. A dicembre la decisione era stata rinviata per la seconda volta, con l’ipotesi estrema di distruzione degli atti in caso di nuovo rifiuto.

    Foto: Landtag
  • La commissione ha quindi valutato ancora una volta la questione dell’inammissibilità dell’acquisizione nella propria documentazione dell'informativa sull’indagine „Romeo“ della Procura di Trento fornita dal consigliere Sven Knoll: „In merito“, ricorda nuovamente il presidente Colli, „abbiamo chiesto e ricevuto due pareri, entrambi contrari: uno della Procura di Trento secondo il quale non è possibile utilizzare il fascicolo in commissione, e un altro, molto articolato, dell’Ufficio Affari legislativi e legali del Consiglio provinciale, che pure ritiene tali atti non acquisibili“. La commissione ha quindi votato a maggioranza la restituzione dell’incarto a Knoll: „Se non lo rivolesse indietro, come già aveva detto, provvederò a distruggere l’informativa“, ribadisce Colli. Dal canto suo Knoll sosterrebbe che, con il concludersi delle indagini a Trento, si potrebbe acquisire l’informativa. La commissione tornerà a riunirsi il prossimo 24 febbraio, quando sono previste altre tre audizioni (tra cui quella del Presidente della Provincia Arno Kompatscher) „dopodiché avremo completato tutte le azioni previste. Il 17 marzo ci riuniremo un’altra volta per trarre le conclusioni“, conclude il presidente Colli.