Silenzio elettorale?
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A pochi giorni dal referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, il deputato di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale del partito in Trentino-Alto Adige Alessandro Urzì accusa la Südtiroler Volkspartei di mantenere un “pressoché totale silenzio ufficiale” su una consultazione che considera decisiva per il futuro del Paese. Ma alla sua uscita pubblica è seguita, nel giro di poche ore, una dura replica della stessa SVP, che da Via Brennero respinge le accuse al mittente: “Caro Alessandro Urzì, chi legge è chiaramente avvantaggiato”.
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L'attacco di Fratelli d'Italia
Nel suo affondo, Urzì aveva definito “un errore non facilmente giustificabile” il mancato posizionamento pubblico della Volkspartei sulla riforma della giustizia, sottolineando come la SVP governi insieme a Fratelli d’Italia sia la Provincia autonoma di Bolzano sia il Comune capoluogo. Il deputato sottolineava poi come all’interno della Volkspartei convivano da tempo anime diverse: da un lato quella più critica “di estrema sinistra” verso il governo nazionale, ovvero la senatrice Julia Unterberger, dall’altro quella liberal-conservatrice vicina alla linea dell’Obmann Dieter Steger e più incline al dialogo con la maggioranza di centrodestra. Proprio per questo, osservava il parlamentare di FdI, il mancato pronunciamento ufficiale della SVP sulla riforma della giustizia appare ancora più incomprensibile, anche perché nei vertici del partito sarebbero emersi orientamenti in prevalenza favorevoli al sì.
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A giudizio di Urzì, il silenzio della SVP nel mondo di lingua tedesca avrebbe finito per lasciare campo libero alle campagne del no promosse dai Verdi, contribuendo a una lettura distorta del contenuto della riforma. “È stata deliberatamente fatta mancare nel mondo di lingua tedesca la voce del sì”, sostiene il parlamentare, che parla anche di un sostanziale silenzio dei principali organi di informazione di lingua tedesca sul referendum. Difficile, affermava in conclusione, accettare che la maggioranza di centrodestra venga “costantemente sottoposta a un esame di affidabilità politica” dalla SVP, mentre lo stesso partito mostrerebbe disinteresse su una scelta nazionale così rilevante.
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Il Sì dei giovani del partito
Eppure, proprio dalla SVP, era arrivato un segnale in controtendenza rispetto al quadro descritto dal deputato di FdI. A muoversi è stata infatti la Junge Generation, l’organizzazione giovanile del partito, che lunedì sera ha promosso nella sede SVP una serata informativa dedicata proprio alla riforma della giustizia, insieme al parlamentare e Obmann Dieter Steger. L’iniziativa aveva l’obiettivo dichiarato di fornire agli interessati “gli strumenti adatti per poter prendere una decisione consapevole e informata” al referendum. A spiegarlo è stata la portavoce provinciale della JG, Anna Künig, che ha rivendicato la volontà di riportare il dibattito sul merito del provvedimento, sottraendolo alla contrapposizione ideologica. Secondo Künig, infatti, a livello nazionale il confronto si sarebbe ormai surriscaldato al punto da ridursi a uno scontro tra “destra” e “sinistra”, mentre la scelta della Junge Generation è stata quella di concentrarsi “sull’essenza del progetto di legge”.
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Dal confronto con Steger e dalla discussione interna sarebbe emerso un orientamento abbastanza netto: la maggioranza dei giovani presenti tenderebbe infatti a valutare positivamente la riforma e quindi a schierarsi per il sì. Pur senza considerarla una risposta definitiva a tutti i problemi strutturali della giustizia italiana, la JG ritiene che alcuni elementi del testo possano produrre miglioramenti concreti. Tra questi viene citato in particolare il sorteggio per la nomina di due terzi dei membri del Consiglio superiore della magistratura, e, in caso di vittoria del sì, anche dell’organo di vertice delle procure, come possibile strumento per “limitare logiche correntizie e appartenenze di gruppo nell’assegnazione degli incarichi”.
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“SVP in gran parte favorevole”
Ma a smentire con maggiore nettezza la ricostruzione di Urzì è stata poi una nota ufficiale diffusa in serata dal capogruppo provinciale SVP e segretario del partito Harald Stauder e dal Landesgeschäftsführer Martin Karl Pircher. I due esponenti parlano senza mezzi termini di un’accusa “semplicemente falsa” e attribuiscono la gaffe del deputato di Fratelli d’Italia al fatto che, probabilmente, “consuma solo media italiani”. Un errore “imbarazzante”, sottolineano, perché prima di attaccare gli altri bisognerebbe essere sicuri della fondatezza delle proprie accuse.
Nel comunicato, la SVP ricostruisce puntualmente i passaggi che, secondo Stauder e Pircher, dimostrano come il partito si sia invece espresso sul referendum. Viene ricordata innanzitutto la riunione della direzione del partito del 2 marzo 2026, interamente dedicata al tema della riforma della giustizia. In quell’occasione, spiegano i vertici SVP, la grande maggioranza dei membri intervenuti si sarebbe espressa chiaramente a favore del sì, giudicando la riforma orientata nella giusta direzione e valutando positivamente, tra l’altro, la separazione delle carriere. Tra gli interventi favorevoli vengono citati, per esempio, quelli del senatore Meinhard Durnwalder, dell’Obmann Dieter Steger e del presidente della Provincia Arno Kompatscher.
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La SVP sottolinea inoltre che lo stesso 2 marzo, alle 18.18, era stato diffuso un comunicato stampa nel quale si chiariva la linea del partito: nessuna raccomandazione di voto vincolante, poiché la riforma non tocca l’autonomia; tuttavia, una valutazione in maggioranza positiva del testo, l’invito a partecipare al voto (anche in assenza di quorum) e l’impegno a informare cittadine e cittadini. In altre parole, per la Volkspartei non c'è stato alcun “silenzio tombale”, ma una scelta precisa: non imporre una linea unica, pur riconoscendo che la riforma convince la maggioranza della dirigenza.
La SVP, spiegano Stauder e Pircher, non starebbe né facendo campagna “di nascosto” per il sì né evitando di affrontare il tema. Al contrario, ogni esponente del partito sarebbe libero di esprimere pubblicamente la propria posizione, a favore del sì oppure del no. Il fatto che la maggioranza della direzione condivida la riforma si traduce dunque in una libera assunzione di responsabilità dei singoli. Secondo la SVP, il deputato di Fratelli d’Italia avrebbe così reso “un pessimo servizio” all’intera vicenda, perché proprio il suo “strepito mediatico” rischierebbe di generare irritazione e confusione soprattutto tra l’elettorato di lingua tedesca, contribuendo ben poco a riportare il dibattito sul merito del referendum. Infine, la SVP annuncia anche un ulteriore passoo: da domani, mercoledì 18 marzo, sul sito del partito sarà resa disponibile una panoramica sul referendum, con l’invito rivolto a tutti a documentarsi direttamente.
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Update
L’articolo è stato aggiornato alle ore 21:45.
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Sie sprechen doch deutsch Herr Urzi, oder? Wieso wenden Sie sich dann nicht mit Ihrer Partei an den „mondo tedesco“ in Südtirol? Überzeugen Sie uns mit guten Argumenten, sollte es solche geben
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Wär natürlich schön, wenn die Junge svp, zu Steger, noch die Argumentation von Julia Unterberger anhören wollte...um sich ein grösseres Referendum- Bild machen zu wollen.... würd halt eine gewisse Eigenständigkeit ausdrücken....
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Ich dachte, die Zusammenarbeit mit den Fasch... ratelli beschränkt sich auf die Themen des Koalitionsprogramms? Dort steht aber sicher nichts über die Justizreform drinnen.
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Die Unterwürfigkeit der SVP gegenüber den italienischen Rechten zeigt sich in der erbärmlichen Haltung der SVP und ganz besonders ihrer Jungen Generation in der Referendumsfrage überdeutlich.
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Nur schade um die Junge Generation.